MOSTRA "TERRA VACUA" e "IL RESTAURO DELLA CHIESA DEI SANTI MARTIRI GIULIANO ED EUNO"

 

 

 Due mostre: 

TERRA VACUA, memorie di un grande vuoto nel cuore della Kalsa 
e

LA CHIESA DI S. EUNO, memorie di un restauro 

Chiesa dei santi martiri Giuliano ed Euno dei Seggettieri a piazza Magione. 
 

Inaugurazione sabato 11 maggio, ore 18:00 

Sino al 19 maggio, ore 10:00-13:00, 17:00-19:00, domenica ore 10:00-13:00.

 

 

Le due mostre sono il frutto delle ricerche che l'Associazione "GENIUS LOCI PALERMO" ha pubblicato nel volume "Quando le sedie erano volanti, Storia della confraternita dei bastasi e siggitteri e della chiesa dei Santi Giuliano ed Euno nella contrada della Vetriera a Palermo".

 Il volume ha costituito la base per il progetto di alternanza Scuola-Lavoro condiviso dalla Associazione con il settore Liceo Artistico dell'Istituto "DAMIANI ALMEYDA-CRISPI", in particolare con le classi II e III della sez. A, indirizzo Architettura ed Ambiente, e con le classi III e V della sez. H, indirizzo Grafica i cui alunni, seguiti dai loro insegnanti hanno prodotto ciò che viene esposto.

 La mostra TERRA VACUA, allestita nella cripta della chiesa, espone due cortometraggi documentari: uno di questi viaggia sull'onda dei ricordi di chi ha vissuto in prima persona la demolizione del quartiere della vetriera, anteprima di quello che sarebbe diventato il SACCO DI PALERMO; il secondo, invece, si basa sui documenti d'archivio e su immagini fotografiche inedite che ricostruiscono la forma e la consistenza degli edifici che vennero demoliti. Un modello tridimensionale, infine, basandosi sui dati del Regio catasto borbonico del 1850-54, permetterà di sapere cosa vi era al posto del grande vuoto che, impropriamente oggi viene definito "piazza Magione"; un grande vuoto che, se riempito di memoria non sarà a perdere.

 La Mostra  LA CHIESA DI S. EUNO, allestita nell'aula della chiesa è una mostra fotografica che illustra le diverse fasi del recupero della chiesa dei santi Giuliano ed Euno, dal rilievo delle sue disastrose condizioni dovute all'abbandono ed alle spoliazioni, alle scoperte fatte nel sottosuolo durante i lavori, con il rinvenimento della complessa macchina cimiteriale della cripta, il restauro degli stucchi settecenteschi e il ripristino degli elementi strutturali che hanno permesso di rendere nuovamente fruibile un monumento che è memoria di uno dei "ceti", quello dei Bastasi siggitteri, che, seppur considerato il più infimo tra la plebe, ebbe l'orgoglio di erigere una chiesa ai propri santi protettori.